Chiara Gualzetti
Il caso di Chiara Gualzetti rappresenta uno degli episodi di cronaca nera più drammatici avvenuti a Monteveglio (Valsamoggia).
Il 27 giugno 2021, la giovane di appena 15 anni è stata vittima di un omicidio premeditato a pochi passi da casa, nel parco dell’Abbazia di Monteveglio.
Ricostruzione dell’evento
Secondo le risultanze investigative, Chiara Gualzetti è stata attirata in una trappola da un conoscente di sedici anni, Andrea Iavarone.
La vittima è stata colpita ripetutamente con un’arma da taglio e soggetta a violenti colpi fisici.
Le indagini dell’Arma dei Carabinieri hanno evidenziato la premeditazione del gesto, pianificato dall’aggressore nei giorni precedenti e confermato da evidenze digitali e messaggi rinvenuti sui dispositivi mobili.
Esito giudiziario
L’iter processuale si è celebrato presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna.
L’imputato è stato condannato in via definitiva a 16 anni e mezzo di reclusione, la pena massima applicabile con il rito abbreviato per un minorenne.
Le perizie psichiatriche hanno stabilito la piena capacità di intendere e di volere di Pietro Costantino, escludendo l’infermità mentale e confermando la lucidità e la crudeltà nell’esecuzione del delitto.
L’impegno dell’Associazione
Dalla tragedia di Chiara Gualzetti è nata l’esigenza della famiglia di trasformare il dolore in un impegno civico concreto.
L’Associazione “L’Arco di Chiara“, fondata dal padre Vincenzo Gualzetti, opera per onorare la memoria della figlia e per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della violenza di genere, del bullismo e del disagio giovanile.
L’obiettivo principale è fornire supporto e strumenti educativi affinché simili episodi di violenza efferata non si ripetano, promuovendo una cultura del rispetto e della prevenzione tra le nuove generazioni.

